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PREVIDENZA E LAVORO

Esonero contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2017 e 2018 – Circolare Inps 10 luglio 2017, n. 109

Come è noto la Legge di Bilancio per l’anno 2017 ha ristretto il campo di applicazione degli sgravi contributivi a favore delle imprese che assumono nuovi lavoratori con contratto a tempo indeterminato, limitandolo alle sole assunzioni di studenti che abbiano precedentemente svolto presso lo stesso datore di lavoro percorsi di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato di primo o terzo livello (volti al conseguimento della qualifica e del diploma professionale, del diploma di istruzione secondaria superiore ovvero di titoli di studio universitari e di alta formazione compresi i dottorati di ricerca).

L’Incentivo vale per le nuove assunzioni effettuate entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, con contratto a tempo indeterminato, anche in apprendistato, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. La sua durata è pari a 36 mesi a partire dalla data di assunzione o trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato anche a tempo parziale e vale anche per le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione ancorchè la stessa sia resa verso l’utilizzatore nella forma del tempo determinato o in apprendistato.

Nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, la misura dell’incentivo è pari ai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua. Il periodo decontribuito sarà interamente coperto dallo Stato tramite contributi figurativi.

Come di consueto la fruizione del beneficio contributivo è subordinata al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione, alle norme poste a tutela della sicurezza sul lavoro ed alla regolarità contributiva.

Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di frizione del beneficio.

L’esonero in questione non è cumulabile con altre agevolazioni di tipo contributivo previste dalla normativa vigente mentre lo è con gli incentivi di natura economica e non può essere goduto dal datore di lavoro per più di una volta per lo stesso lavoratore.

I datori di lavoro che intendono fruire dell’agevolazione devono inoltrare domanda in via telematica all’Inps.

L’Inps riepiloga le caratteristiche dei rapporti di lavoro incentivati in termini di rapporto tra ore di studio e lavoro, le modalità di riconoscimento dell’incentivo, le istruzioni operative per effettuare i conguagli alle quali si rimanda.

AUTOSTRADE – PEDAGGI AUTOSTRADALI 2016

Autostrade – Riduzione compensata pedaggi autostradali 2016 – Termine del 22 luglio – Delibera CCAA n. 5/2017 pubblicata sulla G.U. n.151 del 30.6.2017.

Come l’anno scorso le imprese di autotrasporto per richiedere la riduzione dei pedaggi autostradali dovranno prenotarsi. Le modalità e i criteri per la riduzione sono fissati nella delibera del Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori in oggetto.

In particolare i tempi da rispettare a pena di inammissibilità sono:
prenotazione della domanda: dalle ore 9.00 del 3 luglio alle ore 14.00 del 22 luglio
presentazione della domanda: dalle ore 9.00 del 21 agosto alle ore 19.00 del 6 ottobre.

Sia la prenotazione che l’invio della domanda devono essere effettuate registrandosi al portale dell’Albo (https://www.alboautotrasporto,it/web/portale-albo/iscriviti) e utilizzando l’applicativo “pedaggi” seguendo il manuale d’uso reperibile all’indirizzo https://www.alboautotrasporto.it/web/portale-albo/servizio-gestione-pedaggi. La presentazione della domanda sarà consentita esclusivamente ai soggetti che avranno ottemperato alla precedente fase di prenotazione.

La percentuale della riduzione sarà diversificata in base al volume dei transiti e alla classe ecologica dei mezzi; al massimo potrà raggiungere il 13 per cento per volumi di pedaggi oltre 5 milioni di euro e veicoli Euro 5 e superiori. Fermo restando il predetto limite, alle imprese che abbiano realizzato almeno il 10% del fatturato nelle ore notturne (ingresso in autostrada tra le 22,00 e le 2,00 ovvero uscita tra le 2,00 e le 6,00) spetterà un’ulteriore riduzione del 10 per cento.

Si rammenta che possono fare istanza di riduzione le imprese di autotrasporto merci in conto terzi regolarmente iscritte all’Albo e in conto proprio titolari di licenza, loro cooperative e consorzi, nonché imprese in conto terzi e in conto proprio appartenenti ad altri Stati UE. Per poter presentare domanda, è necessario aver sostenuto un costo in pedaggi pari almeno a 200 mila euro. Nel caso di adesione a consorzi e cooperative l’istanza di riduzione deve essere effettuata dall’organismo collettivo con riferimento al fatturato globale.

I ristorni sono riconosciuti sui pedaggi pagati con la riscossione differita per i transiti effettuati con veicoli adibiti a trasporto merci di classe ecologica Euro 3 e superiori appartenenti alle categorie autostradali B 3, 4 e 5 (furgoni, autocarri, autotreni e autoarticolati) del sistema di classificazione basato su assi e sagoma oppure delle categorie 2, 3 o 4 del sistema volumetrico in uso in alcuni tratti autostradali.

Qualora l’ammontare delle riduzioni richieste risulti superiore alle risorse disponibili, pari attualmente a 75,7 milioni di euro, il Comitato Centrale dell’Albo provvederà a rideterminare le percentuali di riduzione.
 

AUTOTRASPORTO- RIMBORSO ACCISE II TRIMESTRE 2017

Autotrasporto – Rimborso accise II trimestre 2017 – Termine di lunedì 31 luglio 2017 – Nota Agenzia Dogane Monopoli n. 73833 del 22.6.2017.

Sul sito internet dell’Agenzia Dogane Monopoli è disponibile il software per la compilazione e la stampa delle dichiarazioni dei consumi di gasolio da parte delle imprese di autotrasporto merci al fine di ottenere il recupero accise.

Presentazione delle dichiarazioni – Le dichiarazioni vanno trasmesse tramite il Servizio Telematico Doganale – EDI da parte dei soggetti abilitati; in alternativa è possibile presentare presso l’ufficio doganale competente in base alla sede dell’azienda un supporto informatico contenente la dichiarazione unitamente alla copia cartacea sottoscritta. I termini per richiedere l’agevolazione restano aperti dall’1 al 31 luglio prossimo.

Consumi dichiarabili – Le istanze da presentare entro la scadenza di luglio devono riferirsi alle fatture per rifornimento di gasolio aventi data fino al 30 giugno 2017; si sottolinea che eventuali consumi non risultanti dalle fatture non sono ammessi al beneficio. Si rammenta che sono esclusi dal rimborso i consumi relativi a veicoli di peso inferiore a 7,5 tonnellate e i consumi relativi agli Euro 2 o inferiori.

Misura del rimborso – La misura dello sconto accise per il secondo trimestre 2017 è pari a 214,18 euro per ogni mille litri di gasolio (come è noto la misura è stata fissata dall’art. 4 ter del DL n. 193/2016 che ha introdotto l’accisa per il gasolio professionale).

Fruibilità del beneficio – Lo sconto spettante può essere usufruito in compensazione dei versamenti tributari e previdenziali effettuati tramite il modello F24, decorsi 60 giorni dalla presentazione della dichiarazione (istituto del silenzio-assenso); il relativo codice tributo è 6740. In alternativa, è possibile chiedere il rimborso in denaro. Nel caso di compensazione, la stessa non è soggetta ad alcun limite di importo e può essere effettuata fino alla fine dell’anno successivo a quello in cui è sorto il credito d’imposta; eventuali eccedenze non compensate dovranno essere chieste a rimborso entro i successivi sei mesi.

Gli operatori napoletani replicano alle assurde dichiarazioni del Presidente degli agenti marittimi genovesi: 

http://primo-magazine.blogspot.it/2017/07/lettera-al-giornale.html?m=1

 

PREVIDENZA E LAVORO

Previdenza – Lavoro – D.L. n. 50/2017 convertito dalla legge 21.6.2017, n. 96 su S.O. alla G.U. n. 144 del 23.6.2017.

La manovrina correttiva alla Legge di Bilancio 2017 è stata convertita non senza polemiche legate, come è noto, alla vicenda voucher che dopo essere stati cancellati ad aprile dal decreto legge n. 25/2017 (successivamente convertito dalla legge n. 49/2017) sono stati ora resuscitati sotto altra veste attraverso il lavoro occasionale utilizzabile dalle sole aziende fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato. Per il resto la legge di conversione introduce alcune novità in materia di distacco transnazionale e conferma senza modifiche le disposizioni già previste su decontribuzione dei premi di risultato e anticipazione del pensionamento.

Si evidenziano di seguito gli aspetti principali concernenti le materie di cui sopra.

Lavoro occasionale (art. 54-bis) – Il nuovo contratto di prestazione occasionale, oltre ad essere limitato alle sole micro imprese, si caratterizza per i seguenti aspetti:
 dal lato azienda non può dare luogo, con riferimento alla totalità dei lavoratori occasionali utilizzati nel corso di un anno civile, a compensi di importo complessivamente superiore a 5 mila euro;
 dal lato lavoratore non può dare luogo, per prestazioni rese sempre in un anno civile in favore della medesima azienda, a compensi di importo superiore a 2,5 mila euro;
 la misura oraria del compenso da riconoscere al lavoratore non può essere inferiore a 9 euro; il compenso è esente da imposizione fiscale mentre sono interamente a carico dell’azienda utilizzatrice gli oneri INPS e INAIL;
 la prestazione resa dal lavoratore occasionale non può eccedere le 280 ore nell’arco di un anno civile, pena la trasformazione del contratto in un rapporto a tempo pieno e indeterminato; analogo effetto si determina qualora il compenso corrisposto al lavoratore superi il tetto dei 2,5 mila euro in un anno;
 è vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale per l’esecuzione di appalti di opere o servizi;
 per accedere al lavoro occasionale le aziende utilizzatrici e i lavoratori dovranno registrarsi su un’apposita piattaforma informatica gestita dall’INPS.

Distacco transnazionale (art. 47-bis) – Come è noto, in base al DLGVO n.136/2016 (di recepimento della direttiva UE 67/2014), le imprese straniere che distaccano lavoratori in Italia hanno l’obbligo di comunicare preventivamente il distacco al Ministero del Lavoro secondo le modalità previste dal D.M. 10.8.2016. La comunicazione va effettuata entro le ore 24 del giorno antecedente l’inizio del distacco mentre eventuali variazioni devono essere comunicate entro 5 giorni. Al riguardo la norma in esame ha precisato che:
 la comunicazione ha durata trimestrale e pertanto durante tale periodo copre tutte le operazioni di trasporto effettuate in Italia dall’autista distaccato per conto della stessa impresa;
 oltre alle informazioni già previste (tra cui numero e generalità dei distaccati, riferimenti dell’impresa utilizzatrice, data di inizio e fine del distacco), la comunicazione deve indicare in lingua italiana anche la paga oraria lorda in euro del distaccato, nonché le modalità di rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio dallo stesso sostenute;
 una copia della comunicazione preventiva di distacco deve essere tenuta a bordo del veicolo, unitamente al contratto di lavoro e ai prospetti paga dell’autista distaccato, per essere esibiti agli organi di polizia stradale in caso di controlli su strada; un’altra copia della comunicazione deve essere conservata dal referente designato in Italia dall’impresa estera distaccante;
 la circolazione senza la documentazione di cui sopra o con documentazione non conforme sarà punita con una sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro.

Decontribuzione dei premi di risultato (art. 55) – E’ stata confermata la decontribuzione sui premi di risultato o di produttività corrisposti in virtù di contratti di secondo livello (aziendali o territoriali) sottoscritti successivamente al 24 aprile scorso (data di entrata in vigore del D.L. n.50/2017). Come è noto, il beneficio, limitato alle sole aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro secondo le modalità del D.M. 25.3.2016, consiste nella riduzione di 20 punti percentuali dell’aliquota pensionistica INPS a carico dei datori di lavoro, nonché nell’azzeramento dell’analoga aliquota a carico dei datori di lavoro; la decontribuzione si applica su una quota massima di premio pari a 800 euro.

Anticipazione del pensionamento (art. 53) – E’ stata confermata la modifica dell’attuale disciplina della cosiddetta Ape sociale che, come è noto, prevede il pensionamento anticipato di particolari categorie di soggetti svantaggiati, tra cui lavoratori con almeno 63 anni di età e 36 anni di contributi che svolgano da almeno 6 anni continuativi attività usuranti (in particolare conducenti di mezzi pesanti e camion, facchini e addetti allo spostamento merci e assimilati). Nei confronti dei suddetti soggetti è stato reso più flessibile il requisito dello svolgimento dell’attività usurante in via continuativa prevedendo che lo stesso possa essere soddisfatto anche nel caso in cui si siano verificate interruzioni per un periodo complessivamente non superiore a 12 mesi.