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POSTE

Poste – Richiesta di pagamento del contributo 2017 da parte dell’AGCOM.

Risulta che l’AGCOM stia invitando le imprese di autotrasporto, spedizione e corrieristiche titolari di autorizzazioni postali a versare entro il prossimo 30 settembre un contributo dell’1,4 per mille sul fatturato 2015.

Come è noto Confetra, unitamente alle associate Fedespedi, Fedit, Alsea, Asea, nonchè all’Anita e ad imprese del settore, ha aperto un contenzioso con l’AGCOM impugnando tutte le delibere che si sono succedute a partire dal 2014 concernenti la pretesa dell’Autorità di far rientrare nel perimetro di servizio postale la gestione di pacchi fino a 30 chilogrammi, nonché l’imposizione alle imprese del settore del pagamento di contributi. Il ricorso principale, che riguarda la definizione di servizio postale, è arrivato alla Corte di Giustizia Europea e sarà discusso in via pregiudiziale il prossimo 20 settembre. Quanto alla richiesta di contributi degli anni passati, il ricorso si è concluso con la piena vittoria di Confetra confermata anche dal Consiglio di Stato.

Riguardo all’attuale delibera di richiesta del contributo 2017, Confetra sta valutando un’ulteriore impugnativa, fermo restando che la stessa Autorità specifica che sono assoggettate all’onere solo le attività postali e di corriere le quali sono escluse sia dal codice 49.41 (autotrasporto) che dal codice 52.29 (spedizione); inoltre sono esonerate le imprese con ricavi per servizi postali fino a 100 mila euro.

In particolare l’Autorità chiede che venga trasmesso un apposito modello dove si prevede la dichiarazione dei “ricavi derivanti da attività che non rientrano nel settore postale” che restano escluse dal contributo. Tra tali ricavi possono dunque essere dichiarati quelli derivanti dall’attività di autotrasporto e di spedizione.

L’AGCOM richiede inoltre che i suddetti ricavi derivanti da attività che non rientrano nel settore postale siano debitamente giustificati con documentazione contabile. A tal fine si ritiene sufficiente un “Piano dei ricavi” con l’elencazione dei nomi dei vari mastrini da cui sia possibile verificare che non sussistono ricavi per servizi postali. A corredo di questa documentazione giustificativa può inoltre essere opportuno riportare una nota del seguente tenore: “La scrivente Società opera nel settore delle spedizioni internazionali (codice attività Ateco 52.29) ovvero La scrivente Società opera nel settore del trasporto di merci su strada (codice attività Ateco 49.41) ed è titolare di autorizzazione postale generale n………………… in quanto, nell’incertezza interpretativa esistente, la normativa potrebbe essere letta nel senso che debba essere autorizzata la gestione, anche eventuale e sporadica, di c.d. pacchi postali. Per questo motivo la scrivente, nell’eventualità di gestire talvolta materiale che possa essere considerato “pacco postale”, ha richiesto cautelativamente l’autorizzazione postale generale. Ciò chiarito, i ricavi delle vendite e delle prestazioni della Scrivente sono tutti derivati dall’attività di ………………………………….., come riscontrabile dal Piano dei ricavi che qui si allega. Nessun ricavo è da attribuire all’attività postale in quanto la scrivente non ha esercitato tale servizio e pertanto lo stesso non è stato rilevato, né sarebbe stato rilevabile. In ogni caso, premesso che proprio per le caratteristiche dell’attività svolta è molto difficile, se non impossibile, individuare analiticamente quei i ricavi che potrebbero ipoteticamente rientrare nella non chiara definizione di servizi postali in quanto i documenti in possesso della Società, per quanto disaggregati, non consentono di pervenire ad una suddivisione che consenta di evidenziare quanto indicato da codesta AGCom, la Scrivente può obiettivamente dichiarare che comunque tali eventuali ricavi consisterebbero certamente in un ammontare marginale, inferiore a 100.000 euro e, quindi, ai sensi dell’articolo 1 della Delibera n.182/17/CONS, largamente rientrante nella esenzione dal versamento del contributo.”

Si sottolinea che ciascuna impresa deve attentamente valutare la propria dichiarazione e l’effettiva esclusione di svolgimento di attività rientranti nel settore dei servizi postali.

Riguardo ai corrieri, è noto come la loro posizione sia più complessa in quanto il contenzioso riguarda più segnatamente la diversità del loro servizio rispetto a quello universale e la contestazione che tale servizio debba essere sottoposto ad autorizzazione generale. Tali imprese dovranno dunque valutare attentamente il comportamento da intraprendere in merito all’attuale richiesta, anche alla luce del codice Ateco dalle stesse adottato.

INVIO DEL MODELLO – Si fa presente che l’AGCOM chiede che il modello sia inviato tramite il Portale dell’Unioncamere www.impresainungiorno.gov.it cui si accede attraverso l’uso della Carta Nazionale dei Servizi configurando un proprio profilo. Il termine per l’invio è il 30 settembre prossimo. L’Autorità rammenta che il mancato invio è soggetto alle sanzioni di cui al d.lgvo n.261/1999 (da 1.000 a 150.000 euro).
Le strutture del sistema confederale restano a disposizione delle imprese per qualsiasi supporto nella compilazione e nella trasmissione del modello.
Si fa riserva di informare tempestivamente sull’esito dell’udienza.

TRIBUTI

Tributi – Comunicazione dati fatture emesse e ricevute – Circolare Agenzia delle Entrate n.1/2017 – Risoluzione n.87/E.

In vista della scadenza del 28 settembre prossimo per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute del I semestre 2017, si richiama l’attenzione sui chiarimenti che l’Agenzia delle Entrate ha fornito con i provvedimenti indicati in oggetto.

Com’è noto, la trasmissione dei dati è in via telematica e può essere effettuata dai contribuenti direttamente o tramite un intermediario abilitato (Caf, professionisti).

Si fa notare che le fatture relative a operazioni per le quali l’IVA non è dovuta devono essere indicate compilando anche il campo “Natura” con uno dei codici individuati dall’Agenzia. Dalla lettura dei chiarimenti in oggetto si ricava che nel caso di fatture emesse con la dicitura “non imponibile ex art.9” deve essere indicato il codice N3; nel caso di fatture emesse con la dicitura “non soggetto IVA ex art.7-ter” il codice è N2; le fatture ricevute da fornitori comunitari e integrate con l’indicazione dell’imposta vanno indicate solo nella sezione dei documenti ricevuti compilando i campi “Imposta” e “Aliquota” e indicando il codice N6 (reverse charge) nel campo “Natura”.

Relativamente alle fatture emesse dalle imprese di autotrasporto che si avvalgono del regime di differimento della registrazione al trimestre successivo, la comunicazione dei dati deve essere fatta con riferimento alla data di registrazione. L’Agenzia spiega che per motivi meramente tecnici viene segnalata l’incompatibilità della data di emissione col periodo di riferimento, ma che tale segnalazione automatica non ha alcuna rilevanza.

L’Agenzia chiarisce inoltre che per le bollette doganali per le quali non sono stati registrati i dati relativi al Paese e all’identità fiscale del fornitore extracomunitario, è possibile in via transitoria per le sole comunicazioni del periodo di imposta 2017 indicare nel campo “Identificativo Paese” la stringa “OO” e nel campo “Identificativo Fiscale” una sequenza di undici “9”.

TRASPORTI INTERNAZIONALI

Trasporti Internazionali – Scadenze per richiedere le autorizzazioni per l’anno 2018

Si rammenta che:

– il prossimo 30 settembre è il termine ultimo per richiedere al Ministero dei Trasporti il rinnovo e la conversione in assegnazione fissa delle autorizzazioni bilaterali valide per effettuare trasporti internazionali in Paesi extracomunitari;

– il prossimo 31 ottobre costituisce invece la scadenza per presentare le domande di rinnovo delle autorizzazioni CEMT e per partecipare alla sua graduatoria.

Per quanto riguarda i criteri per il rilascio delle autorizzazioni si rammenta:

Graduatoria CEMT. Le aziende che nel corso del 2017 non hanno effettuato trasporti in area non-UE potranno accedere alla graduatoria, per ottenere il primo rilascio, con il punteggio relativo ai veicoli in disponibilità, che varia in base alla classe Euro.

Le imprese già titolari di CEMT che tuttavia non abbiano ottenuto il suo rinnovo per mancanza dei requisiti, potranno in ogni caso partecipare alla graduatoria, ma con un punteggio ridotto del 10%.

Rinnovo CEMT. E’ possibile qualora si siano effettuati almeno 11 viaggi nei primi 11 mesi dell’anno (media di 1 viaggio/mese) con l’autorizzazione CEMT. Inoltre è necessario avere in disponibilità veicoli di classe Euro IV o superiori in numero almeno pari ai permessi CEMT di cui si chiede il rinnovo.

Autorizzazioni bilaterali in assegnazione fissa. Il rinnovo è condizionato dall’aver effettuato almeno 24 viaggi, per relazione di traffico, da ottobre dello scorso anno al corrente mese di settembre (media 2 viaggi/mese).

L’azienda titolare di tale tipo di autorizzazione potrà richiedere, entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento, il saldo della quota di sua competenza ed in caso di mancata richiesta ovvero trascorso tale termine, le autorizzazioni potranno essere assegnate, a titolo precario, dal Ministero dei Trasporti ad altre imprese che ne facciano richiesta.

Autorizzazioni bilaterali a titolo precario. Possono essere richieste dalle imprese che hanno terminato le autorizzazioni in assegnazione fissa ovvero da coloro che iniziano una nuova relazione di traffico.

Restituzione delle autorizzazioni. Sia in caso di utilizzo o non, le autorizzazioni devono essere restituite al Ministero dei Trasporti alla loro scadenza, pena la sospensione del rilascio di ulteriori permessi. Le autorizzazioni bilaterali di quest’anno devono essere restituite entro e non oltre il 15 ottobre prossimo, mentre i fogli dei libretti di viaggio CEMT entro il 14 dicembre 2017.

CODICE DELLA STRADA

Codice della Strada – Controllo del sovraccarico – Dichiarazione dello speditore – D.M. 6.4.2017 su G.U. n.132 del 9.6.2017.

Con il provvedimento in oggetto è stata recepita la Direttiva Comunitaria n.2015/719 sui pesi e dimensioni dei veicoli commerciali.

La novità principale delle nuove disposizioni riguarda i controlli per scoraggiare il sovraccarico. In particolare è stato previsto che per il trasporto di container e casse mobili lo speditore debba consegnare una dichiarazione al vettore indicante il peso del container o cassa mobile trasportati. L’elenco dei documenti con cui dichiarare il peso sarà individuato con successivo decreto dal Ministero Infrastrutture e Trasporti che a tal fine ha promosso prima della pausa estiva un incontro con le associazioni interessate.

Dal 2021 (segnatamente dal 27 maggio 2021), dovrà inoltre essere predisposto dalle Autorità un piano di controlli sul sovrappeso attraverso sistemi di rilevazione automatica collocati sulle infrastrutture, ovvero apparecchiature di pesatura installate a bordo dei veicoli.

Riguardo le dimensioni, il decreto ha previsto che i veicoli equipaggiati con dispositivi aerodinamici possano superare la lunghezza massima prevista. Inoltre è stata esplicitata la definizione di trasporto intermodale, intendendo per tale il trasporto combinato di uno o più container o casse mobili per una lunghezza che può arrivare fino a 45 piedi.

Si fa riserva di tornare sull’argomento non appena il Ministero andrà avanti nell’individuazione dei documenti per la dichiarazione dello speditore.

TRASPORTI INTERNAZIONALI

Trasporti internazionali – Autorizzazioni – Scadenze.

Si ricordano le prossime scadenze per la presentazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delle domande per la richiesta di autorizzazioni ai trasporti internazionali per l’anno 2018:
– 30 settembre: rinnovo e conversione bilaterali in assegnazione fissa
– 31 ottobre: rinnovo e primo rilascio (partecipazione in graduatoria) assegnazioni CEMT

Di seguito si rammentano i criteri per il rilascio.

Autorizzazioni bilaterali in assegnazione fissa: possono essere richieste e rinnovate qualora si siano effettuati almeno 24 viaggi da ottobre dello scorso anno al settembre di quest’anno (media 2 viaggi/mese).

Autorizzazioni bilaterali a titolo precario: le autorizzazioni a titolo precario sono rapportate al numero dei veicoli posseduti dall’impresa (con esclusione dei veicoli presi in locazione); le imprese che hanno terminato le autorizzazioni in assegnazione fissa possono richiederle optando per un numero di autorizzazioni a titolo precario pari alla metà di quelle in assegnazione fissa o per un numero superiore.

CEMT rinnovo: il rinnovo dei permessi multilaterali CEMT è ammesso qualora si siano effettuati almeno 11 viaggi nei primi 11 mesi dell’anno (media di 1 viaggio/mese); è necessario avere in disponibilità veicoli di classe ecologica Euro IV e superiori in numero almeno pari ai permessi CEMT di cui si chiede il rinnovo.

CEMT primo rilascio: il primo rilascio dei permessi avviene in base ad una graduatoria i cui criteri sono stati fissati dal DD 11.9.2015, n.149; in particolare, le imprese che non hanno effettuato viaggi nell’area CEMT possono partecipare alla graduatoria col solo punteggio dato dai veicoli in disponibilità, diversificato in base alla classe ecologica dei mezzi; le imprese già titolari di permessi che non hanno i requisiti per il rinnovo possono partecipare alla graduatoria con un punteggio ridotto del 10 per cento.

Restituzione delle autorizzazioni: le autorizzazioni, utilizzate o meno, devono essere restituite al Ministero Infrastrutture e Trasporti, una volta scadute; la mancata restituzione comporta la sospensione del rilascio di ulteriori permessi; in particolare le autorizzazioni bilaterali utilizzate nel 2017 devono essere restituite entro e non oltre il 15 ottobre prossimo, mentre i fogli dei libretti di viaggio CEMT entro il 14 dicembre prossimo.

Si rammenta che le strutture confederali sono a disposizione per la presentazione delle istanze al Ministero e il ritiro delle autorizzazioni.