Archivio Mensile: Novembre 2017

VARIE

Ordine pubblico – Privacy – Nuova disciplina – Legge di delegazione europea 2016/2017 – Legge 25.10.2017, n. 163, su G.U n. 259 del 6.11.2017.

La legge di delegazione europea indicata in oggetto ha stabilito che il Governo è delegato ad adottare i decreti necessari all’adeguamento della normativa nazionale al nuovo regolamento europeo riguardante il trattamento dei dati personali (Regolamento UE n. 679 del 2016).

L’attuale normativa nazionale, come è noto, è costituita dal codice della privacy (decreto legislativo n. 196 del 2003) che aveva sostituito la precedente legge del 1996 con la quale era stata recepita la prima direttiva in materia (direttiva UE n. 46 del 1995) ora abrogata dal citato regolamento. Il Governo avrà tempo fino a maggio 2018 per adottare le nuove disposizioni.

Si segnalano di seguito gli aspetti principali previsti dal regolamento comunitario.
Ambito di applicazione – In base al nuovo regolamento la tutela della privacy riguarda esclusivamente le persone fisiche mentre, come era già previsto dal nostro ordinamento, non riguarda i dati delle persone giuridiche. Gli interessati, cioè le persone fisiche a cui si riferiscono i dati, dovranno manifestare in maniera libera, informata e inequivocabile, come oggi, il proprio consenso al trattamento dei dati. Sono stati introdotti nuovi diritti tra cui il diritto all’oblio e il diritto alla portabilità dei dati: previa richiesta sarà possibile ottenere rispettivamente la cancellazione definitiva dei dati trattati nonché il loro trasferimento a un diverso titolare del trattamento. Le nuove norme sono applicabili al trattamento dei dati effettuato da soggetti stabiliti all’interno dell’Unione indipendentemente dal luogo in cui avviene il trattamento stesso.

Soggetti responsabili – Vengono maggiormente definite le funzioni delle principali figure deputate alla tutela del trattamento dei dati personali. Il titolare del trattamento dovrà essere in grado di dimostrare la conformità del trattamento stesso alla nuova normativa. L’adesione a codici di condotta o a meccanismi di certificazione potrà essere utilizzata come elemento per dimostrare il rispetto degli obblighi del titolare del trattamento. Il responsabile del trattamento, che interviene solo per conto del titolare, dovrà mettere in atto le misure tecniche e organizzative adeguate per rispettare le prescrizioni del regolamento e garantire la tutela dei diritti dell’interessato. Viene ribadito il principio della limitazione del trattamento ai soli dati necessari al trattamento stesso.

Responsabile della protezione dei dati (RPD) – Il regolamento introduce l’ulteriore figura del responsabile della protezione dei dati (in inglese Data Protection Officer – DPO), obbligatoria per le imprese qualora i trattamenti effettuati richiedano un monitoraggio su larga scala o coinvolgano particolari categorie di dati sensibili (tra cui i dati sanitari, l’appartenenza sindacale, l’origine razziale o le opinioni politiche) o giudiziari. Il DPO potrà essere un dipendente o un professionista esterno, esperto di normativa e prassi in materia di privacy, con il compito di informare e consigliare il titolare del trattamento in merito agli obblighi derivanti dal trattamento stesso, di vigilare sul loro effettivo adempimento, di fornire le valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati raccolti.

Registro dell’attività di trattamento – Le aziende che effettuino trattamenti che includono dati sensibili o giudiziari, nonché le aziende con almeno 250 dipendenti, dovranno tenere un registro con le informazioni di tutte le attività relative al trattamento dei dati effettuato; tale registro dovrà essere a disposizione dell’autorità di controllo qualora ne faccia richiesta.

Violazione e perdita dei dati – Il titolare avrà l’obbligo di comunicare l’eventuale violazione o perdita dei dati personali dell’interessato notificando quanto avvenuto all’autorità di controllo entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza.

Autorità di controllo – Il regolamento conferma la competenza sulla materia in capo a un’autorità indipendente (in Italia Garante della privacy) con poteri sanzionatori.

Diritto al risarcimento e responsabilità – Il regolamento prevede che chiunque subisca un danno materiale o immateriale causato da una violazione del regolamento stesso abbia il diritto di ottenere il risarcimento del danno dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento. Questi sono esonerati dalla responsabilità qualora dimostrino che l’evento dannoso non è loro in alcun modo imputabile.

Regime sanzionatorio – Il regolamento prevede sanzioni amministrative pecuniarie fino al 4% del fatturato annuo complessivo a seconda della natura e della gravità della violazione, del carattere doloso o colposo, delle categorie di dati personali interessate.

Si fa riserva di tornare sull’argomento non appena saranno emanati i successivi decreti delegati.

FINANZIAMENTI

Contributi alle imprese di autotrasporto per acquisto veicoli ad alimentazione ibrida – Nota Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prot.18766 del 9.11.2017. 

Com’è noto, fino al 15 aprile 2018 sono aperti i termini per le imprese di autotrasporto per chiedere finanziamenti per l’acquisto di veicoli ecologici.

Relativamente all’acquisto di veicoli ad alimentazione ibrida, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la nota in oggetto, ha chiarito che la certificazione del costruttore da allegare alla domanda di finanziamento deve specificare “che il veicolo sia munito per la propulsione di almeno due diversi convertitori di energia e di due diversi sistemi di immagazzinamento dell’energia (a bordo del veicolo)”.

La precisazione serve a superare quanto riportato nel decreto direttoriale 17.7.2017 circa la necessità che i due motori, elettrico e termico, trasmettano energia allo stesso albero motore, un requisito che la nota, alla luce del parere tecnico fornito dalla Direzione Generale della Motorizzazione, ho ora giudicato ultroneo.

LAVORO

Lavoro – T.F.R. – Coefficienti di rivalutazione monetaria.

Si trascrive la tabella dei coefficienti di rivalutazione monetaria da applicare al trattamento di fine rapporto accantonato al 31 dicembre dello scorso anno, aggiornata secondo l’ultimo indice mensile dei prezzi al consumo calcolato dall’ISTAT (base 2015 = 100), secondo quanto previsto dall’art.2120 del codice civile, così come sostituito dall’art.1 legge n.297/82.

Si rammenta che i coefficienti mensili vanno utilizzati per i rapporti di lavoro risolti entro il quattordicesimo giorno del mese successivo a quello cui i coefficienti stessi si riferiscono.

COEFFICIENTI DI RIVALUTAZIONE DEL TFR ACCANTONATO AL 31.12.2016

Indice prezzi (dicembre 2016 = 100,3)  % di rivalutazione TFR
gennaio 100,6 0.349
febbraio 101,0 0.773
marzo 101,0 0.898
aprile 101,3 1.247
maggio 101,1 1.223
giugno 101,0 1.273
luglio 101,0 1.398
agosto 101,4 1.822
settembre 101,1 1.723
ottobre 100,9 1.698
novembre
dicembre

LAVORO

Lavoro – Smart working – Obblighi assicurativi a carico dei datori di lavoro – Circolare INAIL n.48 del 2.11.2017.

L’INAIL ha fornito indicazioni sulla copertura assicurativa che l’azienda deve garantire al lavoratore in caso di ricorso, previo accordo individuale con lo stesso, allo smart working (o lavoro agile) introdotto dalla legge n.81/2017 quale modalità flessibile di lavoro subordinato rispetto all’orario e al luogo di lavoro che, per la parte resa fuori dai locali aziendali, è eseguita senza una postazione fissa.

In particolare l’INAIL ha precisato che:
–  nulla cambia agli effetti del premio per l’assicurazione contro gli infortuni che continuerà ad essere del medesimo importo tanto se la stessa prestazione sarà svolta in azienda quanto in modalità agile;
– il lavoratore agile è tutelato non solo per gli infortuni collegati al rischio proprio della sua attività lavorativa, ma anche per quelli connessi alle attività prodromiche e/o accessorie purché strumentali allo svolgimento delle mansioni proprie del suo profilo professionale; a tal fine l’INAIL sottolinea l’opportunità che nell’accordo tra le parti per la disciplina del lavoro agile siano inserite indicazioni utili ad individuare concretamente i rischi lavorativi a cui il lavoratore è esposto;
– il lavoratore mobile è tutelato anche per gli infortuni in itinere, cioè per quelli verificatisi durante il normale percorso di andata e ritorno dall’abitazione al luogo prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa; affinché scatti la copertura occorre però che la scelta di tale luogo sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative ed in ogni caso risponda a criteri di ragionevolezza;
– sul sito del Ministero del Lavoro (www.lavoro.gov.it) è disponibile un apposito modello per consentire ai datori di lavoro di adempiere all’obbligo di comunicare l’avvenuta sottoscrizione con il lavoratore dell’accordo sul lavoro agile.

LAVORO

Lavoro – Conciliazione tempi di vita e di lavoro – Decreto Interministeriale 12.9.2017 su G.U. n. 248 del 23.10.2017.

In attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo n. 80/2015 (Jobs Act) è stata sbloccata l’operatività degli sgravi contributivi per le imprese che attraverso la stipula di contratti collettivi aziendali favoriscano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti.

Si evidenziano di seguito gli aspetti principali del decreto.

– Il beneficio è riconosciuto alle imprese che con accordi sindacali disciplinino almeno due delle misure di conciliazione espressamente indicate dal decreto; in particolare tali misure sono state suddivise in tre categorie denominate rispettivamente genitorialità (tra cui sono compresi il congedo di paternità e gli asili nido), flessibilità organizzativa (tra cui sono compresi il lavoro agile, la flessibilità oraria in entrata e uscita ed il part time) e welfare aziendale (tra cui sono comprese le convenzioni con strutture per servizi di cura); affinché lo sgravio sia riconosciuto è necessario che almeno una delle misure di conciliazione adottate rientri in una delle prime due suddette categorie.
– Hanno diritto agli sgravi le imprese che abbiano stipulato e depositato contratti collettivi aziendali tra il 1° gennaio 2017 e il 31 agosto 2018; le stesse dovranno inoltre trasmettere in via telematica all’INPS l’istanza relativa alla richiesta dello sgravio entro il 15 novembre 2017, per i contratti depositati entro il 31 ottobre 2017 ed entro il 15 settembre 2018, per i contratti depositati entro il 31 agosto 2018; per la presentazione delle istanze l’INPS provvederà a fornire le relative istruzioni operative.
– La misura del beneficio sarà determinata successivamente dall’INPS in funzione del numero di istanze presentate e delle dimensioni aziendali dei datori di lavoro richiedenti; la misura finale in ogni caso non potrà eccedere il 5% dell’imponibile previdenziale dichiarato dall’impresa richiedente.